DEBRIEFING SHOOTER’S RECON OP. “QUITE RUMBLE” 14/15 DICEMBRE 2019

OPERATORI:
Giuseppe “Cowboy” Longo: team leader & marksman
Francesco “Geko” Murri: Navman
Danilo “Garmin” Fusco: Scout
Ciro “Bichok” Carlucci: Medic & security

I servizi di informazione del Pentagono, dopo aver identificato gli ammassamenti di truppe ribelli in ITRIAN, nella città di Besul, al confine con il Martinistan, hanno avviato una mobilitazione dell’Intelligence per individuarne le cause.

Parallelamente la sorpresa: Il governo russo richiede un incontro segreto per la discussione di importanti dossier militari. DakkaUmarov è a capo del movimento insurrezionalista ceceno, il MIC. Rifondato dalle ceneri dei Sotnya.

Il MIC rischia di diventare un problema tanto per la Russia quanto per l’America e la NATO. Si parla di atti terroristici finalizzati al ripristino del consenso politico interno ed internazionale.
La politica del MIC è spietata e come spesso accade, attrae i fanatici respinti dalla Società. L’addestramento delle truppe è violento e macabro, spesso attuato contro civili, donne e addirittura bambini.

Dakka Umarov va fermato.
Russia e Stati Uniti si sono uniti per eliminare il nemico comune Dakka Umarov, ma le cose non sono andate come previsto.

Il Pentagono ha richiesto con urgenza l’esfiltrazione del Sgt. Smith, un tiratore scelto in forza alla CIA, coinvolto in un’operazione congiunta in Itrian per l’eliminazione di Umarov.
Purtroppo gli Stati Uniti non hanno l’autorizzazione all’impiego diretto di ulteriori forze militari nell’area per via dell’accordo con la Russia ma il Pentagono non può attendere e non ha più fiducia nel Cremlino.

Per questi motivi gli Stati Uniti hanno richiesto supporto alla NATO ed al governo Italiano, per l’impiego segreto di uno SSS-TEAM con l’intento di risolvere la situazione.

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L’eco del rumore delle quattro pale dell’MH90 svanisce in lontananza mentre il velivolo si allontana velocemente nell’oscurità, sfiorando la cima degli alberi in volo NOE.

Ok, siamo in ballo, lancio un’occhiata ai miei compagni del team SSS: Gecko, Garmin e Bichok , disposti in formazione di copertura, e dò il segnale di movimento.

Abbandoniamo silenziosamente il nostro punto di infiltrazione e ci dirigiamo velocemente nella boscaglia che copre le pendici della collina di fronte alla nostra posizione.

Raggiunta la copertura della vegetazione, dopo aver scavalcato i primi muretti a secco che caratterizzano l’A.O., ci mettiamo in contatto con la nostra FOB che ci fornisce un aggiornamento della situazione con ulteriori informazioni circa il posizionamento di elementi del dispositivo del MIC da ricognire e comunicare al comando.

Procediamo con calma e metodicità ad inserire i dati sui dispositivi di navigazione individuali ed a posizionarli su mappa, e dopo un rapido controllo siamo pronti a muovere.

Procediamo nella missione così come pianificato.

Il nostro primo obiettivo è quello di catturare vivo Dakka Umarov, il leader del MIC, ed estorcergli tutte le informazioni di cui è in possesso per farlo poi esfiltrare dal nostro supporto aereo che si è temporaneamente portato in zona sicura.

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Siamo in avvicinamento al campo di Umarov, sappiamo che dovremo essere molto cauti, fonti HUMINT hanno rivelato che il campo è sorvegliato attentamente e che vi sono numerose guardie che controllano sia la sicurezza di Umarov che l’eliporto dove si trova il MI17 “HIP” personale del capo del MIC, pronto a decollare per ogni evenienza e per portare al sicuro il leader ceceno.

Con estrema cautela avanziamo nella boscaglia, giunti a circa centocinquanta metri dal nostro obiettivo Garmin, che funge da scout, fa segno di fermarci. Ci abbassiamo lentamente nella vegetazione e restiamo in attesa, distinguiamo nettamente delle voci, uno scambio di battute salaci tra le guardie di Umarov ed una pattuglia Cecena che controlla il territorio.

Maledizione! Quel bastardo di Umarov ha impostato bene il controllo sul suo territorio, rischiamo di pagare molto cara la minima imprudenza.

Restiamo congelati una decina di minuti per fare in modo che la pattuglia si allontani dopo di che muoviamo silenziosamente verso l’obiettivo.

Con Geko al mio fianco guadagno una buona posizione di tiro su di una sentinella che controlla il campo di Umarov dall’alto di un’altana mentre Garmin e Bichok vanno a posizionarsi tra l’elicottero ed il campo pronti ad infiltrarsi per catturare Umarov non appena io avrò neutralizzato la sentinella.

Le condizioni per il tiro sono ideali, la serata è tersa e, fortunatamente, il fastidioso vento che ha soffiato per tutta la giornata precedente e parte della mattina è caduto.

Prendo la mira designando il bersaglio anche con l’ AnPEq 16 montato sul rail superiore del mio SPR MK12 mod.0 e faccio fuoco abbattendo la sentinella.
Geko immediatamente dà il segnale “GO! GO! GO!” ai nostri due compagni che, silenziosi come ombre, entrano nel campo del MIC dirigendosi verso la tenda di Umarov.

Passano attimi di tensione poi la voce di Bichok per radio << Siamo in avvicinamento da sud, abbiamo un pacco con noi >>.
Geko si mette in contato con il nostro MH90 e ci dirigiamo verso la ZAE designata trascinando con noi un attonito e sconvolto Dakka Umarov, i suoi giorni da Leader insurrezionalista sono finiti!.

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Imbarcato il nostro prigioniero sull’MH90 provvediamo a inoltrare il nostro rapporto orario cifrato al comando :– TOPDJVHQCQMVG5-33T0688745H4519995G-RHBBPD11-JEFPRNUMSMTM7-SDMTO-SPVHC-ROHRAC1-21- , comunicando la cattura di Umarov; dopo di che ci ricondizioniamo e iniziamo a muoverci.

Il nostro prossimo Obiettivo sarà di portare soccorso al sergente Smith. Lungo il tragitto, che effettuiamo rigorosamente al di fuori di ogni sentiero e nella boscaglia, memori della presenza di almeno una pattuglia di controllo del territorio in zona, effettuiamo la ricognizione su due elementi del dispositivo MIC in A.O..

Proprio nel corso dell’acquisizione del secondo elemento commettiamo una leggerezza che rischia di costarci estremamente cara.

Nell’ acquisire le informazioni a mezzo dispositivo elettronico, a causa dell’errato calcolo della tempistica di illuminazione del dispositivo, manchiamo di coprire la luce necessaria all’ acquisizione dell’immagine da recuperare.
Un fottutissimo lampo bianco squarcia la notte e ogni speranza di passare inosservati viene azzerata dall’ attivarsi di un paio di fasci luminosi a circa trecento metri dalla nostra posizione.

Via Via Via,
cerchiamo di guadagnare velocemente la copertura della vegetazione, non ci voleva proprio l’incontro con una pattuglia a circa quattrocento metri dalla posizione di Smith.

Raggiungiamo la boscaglia e ci tuffiamo al suo interno, purtroppo i cespugli non offrono una copertura particolarmente fitta e la pattuglia ha forzato l’andatura, tra poco li avremo addosso.
Ordino ai ragazzi di smetterla di fuggire e di imboscarci come meglio possiamo, cercheremo di farli sfilare facendo perdere le nostre tracce.

Facile a dirsi…… ma sono dei mastini, non mollano.
Noi siamo congelati sotto i cespugli, schiacciati a terra testa bassa per evitare ogni possibile riflesso o riverbero che possa svelare la nostra posizione, ma loro non vanno via…restano a cercarci per almeno 5 minuti…. 5 minuti lunghissimi, uno di loro arriva a passarmi a meno di due metri fortunatamente senza vedermi, i miei nervi iniziano ad andare in crisi, la tensione diviene insopportabile poi, fortunatamente, decidono di spostarsi e riprendere il loro pattugliamento.
…L’abbiamo scampata per un pelo….
Dopo aver atteso che la pattuglia sia sufficientemente lontana ci ricompattiamo e ci muoviamo alla volta della posizione del sergente Smith.

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siamo in posizione nei pressi del rifugio di Smith.

il sergente, benché ferito, è riuscito a predisporre un suo perimetro di sicurezza utilizzando delle mine anti uomo di fabbricazione russa. I guerriglieri ceceni non si azzardano a cercare di catturarlo senza il supporto di un team di sminatori che possa rendere l’area sicura. Dovremo sfruttare a nostro vantaggio questa situazione.

Ci avviciniamo con cautela e, con Bichok, illuminiamo con il nostri AnPeq le due sentinelle abbattendole simultaneamente. Riusciamo a metterci in contatto con Smith, le cui condizioni si sono aggravate e che non è in grado di guidarci nel campo minato. A questo punto non ci resta che aspettare al varco il team di sminatori ed impadronirci dei loro sistemi di sminamento.

Fortunatamente non dobbiamo aspettare molto, gli sminatori sono solo due e vengono prontamente e silenziosamente abbattuti a colpo singolo da me e da Bikok. Geko si impadronisce di un sistema di sminamento e subito si dà da fare per aprire un varco nel campo minato e raggiungere Smith. Bichok , il nostro medic, lo segue mentre io e Garmin restiamo a fare sicurezza fuori dal perimetro.

Bichok raggiunge Smith e provvede a somministrargli le prime cure, il sergente ha una gamba rotta ed una scheggia di legno infilata nel torace, mentre Bikok effettua le medicazioni Geko ne approfitta per neutralizzare l’intero campo minato, non senza farci stare in apprensione dato che l’esplosione di una sola mina rischierebbe di far saltare tutta la zona a causa della detonazione “per simpatia” di tutte le altre.

Terminate le operazioni segnaliamo al comando la posizione di Smith, che ci assicura di poter badare a sé stesso fino all’ arrivo dei soccorsi, e ci rimettiamo in movimento per proseguire la nostra missione.

Effettuiamo la ricognizione di altri due elementi MIC e ci dirigiamo alla volta di un ponte che il comando intende mettere sotto osservazione, fonti HUMINT hanno infatti comunicato che quella installazione sarà utilizzata come punto di incontro tra il MIC e i suoi fornitori di armi .

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Contattiamo il comando ed inoltriamo il nostro rapporto all’orario prefissato: – TOPDJVHQCQMVG5-33T0689196H4519835G-RHBBPJ13-QHRJGSPTPRNUMSMTH3-JEFPRNUMSMTM4-EJFMQ-SPVHC-ROHRAC2/23- .

Ci siamo posizionati a mezza costa di una collina a sud-ovest del ponte ed abbiamo allestito il nostro POA per tenere sotto osservazione l’obiettivo.

Siamo disposti a raggiera, ognuno dei miei tre compagni ha allestito la sua posizione occultandola mentre io mi apposto in copertura circa una quindicina di metri più su rispetto alle loro posizioni con il compito sia di coprirli che di annotare quello che loro mi segnaleranno.

Definite le posizioni e verificato che manca ancora molto tempo all’ orario che HUMINT ha segnalato come probabile per i movimenti del MIC decido di inviare Garmin e Bichok a effettuare la recon su altri due dispositivi MIC situati nell’ arco di circa 6/700 metri dalla nostra posizione.

I nostri due operatori si muovono velocemente e con prudenza comunicando periodicamente via radio i progressi fatti e la loro posizione, acquisiti entrambi i punti rientrano al POA.

Rientrati i nostri due compagni valuto con attenzione i tempi a disposizione e decido di andare a fare un tentativo per liberare StephanBojri, ministro dei rapporti internazionali del governo ceceno rapito dal MIC.

Le fonti HUMINT riferiscono che il ministro può essere stato torturato e drogato per cui , lasciando Gecko e Garmin sul POA, mi muovo con il nostro medic Bichok.

Ci muoviamo velocemente nella boscaglia, raggiungiamo una strada che percorriamo per qualche decina di metri abbandonandola velocemente, scavalchiamo l’ennesimo muretto a secco e ci inoltriamo nella boscaglia in direzione della presunta posizione del campo di prigionia dove i guerriglieri del MIC tengono prigioniero Bojiri.

L’ HUMINT è stata , ancora una volta, attendibile e precisa, a circa un centinaio di metri dalla pozione presunta individuiamo le fioche luci dell’accampamento. Contatto il Comando che immediatamente attiva l’NH90 dalla sua posizione di stand by in area sicura, l’elicottero si getta in volo NOE verso la nostra posizione.

Ci avviciniamo con cautela e riesco ad individuare le due sentinelle di guardia, bisognerà eliminarle in rapida sequenza in modo che non possano dare l’allarme.

Raggiunta una buona posizione di tiro inquadro la prima e faccio fuoco, TANGO DAWN! Il corpo della sentinella non ha ancora toccato terra che inquadro l’altra e faccio fuoco, TANGO DAWN! Bichok si fionda immediatamente nell’ accampamento mentre io lo seguo tenendomi in copertura.

Bichok raggiunge il ministro, verifica le sue condizioni, è stato torturato e drogato, ha un braccio con una brutta frattura. Il nostro medic provvede con perizia a steccargli il braccio e poi lo sorregge accompagnandolo fuori dalla tenda e in area sicura, io li seguo tenendomi sempre in copertura e contattando il nostro angelo custode che di lì a pochi minuti si ferma in overing lanciando un penetratore da giungla e prelevando così il ministro Ceceno.

Missione compiuta! Comunichiamo ai nostri compagni che rientriamo al POA indicando anche la nostra direzione di avvicinamento, anche questa è fatta!.

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Dal nostro POA effettuiamo il rapporto al comando all’ orario prestabilito : – TOPDJVHQCQMVG5-33T0688865H4519990G-RHBBPG11-QHRJGSPTPRNUMSMTH3-JEFPRNUMSMTM4-EJFMQ-SPVHC-ROHRAC3/0200. La nostra posizione è ottima, abbiamo una discreta visibilità sul ponte, l’aria è tersa ma la temperatura inizia a scendere decisamente.

Il compito che ci attende, aspettare in osservazione per ben due ore e mezza fermi al freddo, mette alla prova la preparazione del team, i materiali in dotazione e, non ultima, la determinazione degli operatori.

A complicare le cose ci pensa anche il MIC, una pattuglia di guerriglieri infatti non trova di meglio che venire a razzolare proprio sulla nostra collina.

Il nemico imperversa pattugliando con attenzione la zona, più di una volta mi coglie il panico di essere stato localizzato ma, fortunatamente, grazie alla posizione preparata ed al mimetismo della BDU riesco a farla franca e come me anche i miei compagni. In ogni caso la pattuglia nemica ci fa passare veramente dei brutti quarti d’ora, sono sempre lì…. Quando pensi che si siano allontanati rieccoli che tornano…un vero incubo.

Alle 04.00, con la pattuglia nemica che ci ronza intorno peggio di un calabrone, effettuiamo il rapporto periodico al comando: -TOPDJVHQCQMVG5-33T0688865H4519990G-RHBBPG11-JEFPRNUMSMTM1-EJFMQ-SPVHC-ROHRAC4/0400

Ad ogni buon conto riusciamo ad annotare tutto quanto vediamo verificarsi sul ponte anche se, in un paio di occasioni, non riusciamo a rilevare molto perché per osservare meglio sarebbe stato necessario rivelare la nostra posizione alla contro-interdizione.

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Approfittando del temporaneo allontanamento della pattuglia del MIC ci mettiamo velocemente in movimento per allontanarci dall’ area. Ci dirigiamo velocemente verso altri due punti da ricognire e poi verso il prossimo obiettivo.

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Acquisiti i due punti facciamo il nostro rapporto periodico all’ orario stabilito dal comando: – TOPDJVHQCQMVG5-33T0688082H4520224G-RHBBPh5-QHRJGSPTPRNUMSMTH1-ROHRAC5/0530 e poi ci muoviamo verso l’obiettivo.

Sappiamo che il MIC ha avviato una fase di allestimento e montaggio di nuove strutture per l’armamento bellico. Il Comando sospetta che queste strutture siano dei veri e propri bunker per la realizzazione di armi chimiche, ma non se ne ha la certezza. Il MIC si serve di carpentieri locali che in segreto hanno sposato la causa insurrezionalista.
Nostro compito sarà di infiltrarci nel campo costruzioni senza farci scoprire dagli operai e dagli eventuali operatori del MIC posti a sorveglianza, recuperare informazioni sugli eventuali armamenti ed effettuare un report fotografico, prelevando eventualmente elementi utili al comando per l’analisi delle operazioni del MIC.

L’ingresso nell’area di attività del MIC non sarà semplice. dovremo preoccuparci di sabotare il sistema di allarme del campo ed il generatore elettrico, contemporaneamente, sparando un colpo alle rispettive centraline di collegamento. Una volta eliminati i due sistemi il campo sarà in pieno black out e gli uomini del MIC si adopereranno per ripristinare l’energia. Dovremo sfruttate il black out per introdurci nell’area e recuperare quante più informazioni possibili, prelevando eventualmente elementi che possano aiutare il comando a scoprire le operazioni del MIC.

L’operazione dovrà essere condotta in modalità stealth ma, in casi estremi, potremo usare la forza.
Ci avviciniamo con cautela all’obiettivo, effettueremo il tiro io e Bichok, prendiamo posizione e, appena pronti segnaliamo a Geko che ci coordina. Al suo via apriamo il fuoco …..ma mr. Murphy decide di farci visita ( ci ha lasciati in pace per troppo tempo) …. il fucile di Bichok di inceppa! La copertura stealth è saltata!

Senza perdere un attimo acquisisco le guardie del MIC ed apro il fuoco! Due colpi secchi neutralizzano le guardie mentre il resto del team, sotto la mia copertura, si proietta nel campo alla ricerca di informazioni acquisendo tutto quello che c’era da acquisire.

Ok, poteva andare meglio ma è andata comunque! Ci allontaniamo velocemente per raggiungere un punto dove occultarci e controllare le info acquisite.

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Ci fermiamo occultati nella boscaglia e controlliamo le informazioni acquisite. In base a tali informazioni saremo in grado di identificare il pericoloso Kovalenko, il cecchino braccio destro di Dakka Umarov.

Kovalenko è un cecchino professionista ed il suo obiettivo è contribuire alla causa del MIC, ha già teso una trappola al Sgt. Smith riuscendo a ferirlo.
Questa volta però saremo un passo avanti a lui. Sappiamo che ogni settimana raggiunge la sua famiglia nel villaggio di Alberaboush muovendosi da solo confidando nel fatto di non poter essere identificato perché, negli archivi della NATO non è presente nessun dato che possa identificarlo ma, questa volta, siamo in condizioni di riconoscerlo per cui cercheremo di “fargli la festa”.

Raggiungiamo il villaggio di Alberaboush e mettiamo in atto le procedure per identificare e eliminare Kovalenko ma, purtroppo, non riusciamo a farlo prima che si aggorga del pericolo. Provo un tiro disperato ma , purtroppo, senza esito.
Kovalenko l’ha fatta franca anche questa volta, riesce a raggiungere la copertura della boscaglia ed a far perdere le proprie tracce.

Pazienza, almeno non abbiamo avuto perdite.

Prima di raggiungere la ZAE per l’esfiltrazione, però, ci aspetta un altro compito. Il MIC ha posizionato due disturbatori satellitari, dovremo raggiungerli e disattivarli utilizzando dei codici che ci ha fornito il comando. Ovviamente i codici sono molteplici e non sappiamo quali siano quelli esatti per cui dovremo fare dei tentativi .

Ci mettiamo in movimento alla volta della posizione degli Jammer, che sono posizionati a circa 150 metri l’uno dall’altro e che, probabilmente, saranno controllati dai guerriglieri del MIC.

Il tempo stringe e Garmin e Bichok si portano avanti con i codici mentre io e Geko ci fermiamo per fare l’ultimo rapporto orario al comando.

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Effettuiamo l’ultimo rapporto al comando: – TOPDJVHQCQMVG5-33T0688225H4520705G-RHBBPH5-QHRJGSPTPRNUMSMTH1-JEFPRNUMSMTM5-6-AJVPBHGAJ-GJCHPC-ROHRAC6/0700,
Abbiamo appena finito la trasmissione che Garmin e Bichok ci comunicano di essere riusciti a disattivare gli Jammer, i nostri sono stati localizzati da una pattuglia del MIC ma sono riusciti a rompere il contatto ed a far perdere le proprie tracce. Bravi ragazzi, ben fatto!

Ci dirigiamo verso la ZAE dove abbiamo il rendezvous con il nostro NH90. Saliti a bordo lancio uno sguardo da portellone al territorio dell’ITRIAN che si allontana velocemente scorrendo sotto il velivolo, sono soddisfatto, poteva andare meglio con l’eliminazione di Kovalenko ma, alla fine, è andato tutto bene.

MISSION ACCOMPLISHED

Con Op. QuiteRumble gli Shadows hanno organizzato una bella manifestazione, è stata una gara decisamente tecnica che ha richiesto una buona preparazione e un buon affiatamento ai team partecipanti.
Personalmente, ed indipendentemente da ogni risultato di classifica, mi sono divertito un mondo ed era parecchio che non mi succedeva, l’ho detto e confermato non appena esfiltrato alla FOB, ci sono stati momenti in cui veramente è parso di vivere un film, di questo va dato atto e merito agli amici Shadows che hanno fatto veramente un ottimo lavoro,
BRAVI ragazzi, alla prossima..

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